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SOTTRAZIONE DI MINORE E LEGISLAZIONE

 

Molto spesso ci si trova nella necessità di produrre atti e decreti tradotti quando è avvenuta una sottrazione internazionale di minore e si chiede il rimpatrio del bambino.

 

In questi casi assicuriamo la priorità e quindi la celerità del lavoro di traduzione.

 

Per avviare la procedura finalizzata ad ottenere il ritorno di un minore sottratto illecitamente ci si rivolge generalmente all’autorità centrale dello Stato in cui il minore aveva la residenza abituale prima della sottrazione, soprattutto se si conosce il paese, ma non l’indirizzo esatto presso il quale il minore è trattenuto.

 

Per l’Italia, l’autorità centrale di riferimento è:

 

Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità

Ufficio II - Autorità Centrali convenzionali

Via Damiano Chiesa, 24

00136 ROMA

tel.:

+390668188326

+390668188331

+390668188535

fax.:

+390668808085

e-mail: autoritacentrali.dgm@giustizia.it

PEC: ucd2.dgm@giustiziacert.it

 

Se invece il genitore vittima della sottrazione conosce il luogo e l’indirizzo al quale il minore è stato portato o viene trattenuto, può rivolgersi direttamente e autonomamente alle autorità̀ giudiziarie o amministrative dello Stato in cui il minore è stato portato e trattenuto (articolo 29 della Convenzione dell’Aia del 1980), o anche, tramite un avvocato di quel paese, presentare istanza direttamente al tribunale dello Stato estero localmente competente.

 

Autorità centrali degli altri paesi dell’Unione europea:

 

https://e-justice.europa.eu/content_matrimonial_matters_and_matters_of_parental_responsibility-377-it.do?clang=it

 

 

Qui sotto alcune informazioni utili e link alle principali norme giuridiche di riferimento.

 

Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000

 

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32003R2201  

 

Guida pratica all'applicazione del regolamento bruxelles II bis:

 

http://ec.europa.eu/justice/civil/files/brussels_ii_practice_guide_it.pdf  

 

 

Legge 15 gennaio 1994 n. 64

(pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 1994 n. 23 S.O.)

ratifica ed esecuzione della convenzione europea sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento, aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980, e della convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, aperta alla firma a l’Aja il 25 ottobre 1980; norme di attuazione delle predette convenzioni, nonché della convenzione in materia di protezione dei minori, aperta alla firma a l’Aja il 5 ottobre 1961 e della convenzione in materia di rimpatrio dei minori, aperta alla firma a l’Aja il 28 maggio 1970.

 

https://giustizia.it/giustizia/it/data/multimedia/1607.pdf

 

 

In caso di sottrazione o di trattenimento di un bambino all’estero è possibile anche presentare denuncia penale, ma tenendo ben in considerazione che:

 

Per la legge italiana, la sottrazione e il trattenimento di un minore all’estero costituiscono un delitto punito con la reclusione da uno a quattro anni (articolo 574 bis codice penale), ma questi limiti di pena non consentono né l’applicazione della misura cautelare in carcere, né le intercettazioni telefoniche. In molti Stati la sottrazione e il trattenimento di un minore all’estero non sono invece reato, o lo sono a particolari condizioni.

 

Inoltre, la denuncia penale non sempre produce effetti positivi sulla procedura per ottenere il ritorno del bambino in Italia. Anzi, il soggetto sottrattore potrebbe essere indotto a non rientrare in Italia per timore delle conseguenze penali della sua condotta. Le autorità giudiziarie di alcuni Stati in alcuni casi, prima di emettere l’ordine di ritorno, verificano se il soggetto autore della sottrazione (di solito loro concittadino) possa subire conseguenze penali in danno della sua libertà personale e, in caso affermativo, negano il rimpatrio. La denuncia è invece consigliabile quando non si sa dove il minore sia stato portato o trattenuto. Infatti, se si chiede l’inserimento dei nomi del minore e della persona che lo ha sottratto nelle banche dati delle forze internazionali ed europee di polizia (Interpol e Sirene), saranno attivate le ricerche in ambito internazionale. L’inserimento del nome del minore e del sottrattore nelle banche dati delle forze internazionali ed europee di polizia deve essere specificamente richiesto da chi presenta la denuncia di sottrazione.

 

 

Art. 574-bis codice penale italiano

Sottrazione e trattenimento di minore all’estero.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.

Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori. 

 


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Lo Jugendamt tedesco

Il terzo genitore dei bambini

residenti in Germania.

Informazioni:

http://jugendamt0.blogspot.it/